Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento nel panel “Non mollare mai”: “Nazionale? Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l’Ajax, al Milan, ma al 90’ eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l’Australia in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita”.
Gattuso non cerca alibi e difende chi ha condiviso con lui quell’esperienza: “Devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. Normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l’ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l’ha fatto apposta a prendere il rosso”.
Una delusione difficile da superare anche lontano dal campo: “All’inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare”.
Gattuso ha parlato anche del presente al Frosinone, evitando di guardare troppo avanti e chiedendo alla squadra di concentrarsi sui prossimi impegni: “Quando sento parlare del derby in spogliatoio o fra magazzinieri li stoppo subito: prima le gare che dobbiamo fare, al derby ci penseremo la settimana prima”.
Parole di grande stima, invece, per Gian Piero Gasperini: “Gasp è sempre stato presente. Mi chiamò e mi disse di tener duro, che gli piaceva come stava giocando in quel periodo. Gasperini dopo Sacchi ha portato un cambio epocale nel calcio. Fa parte di quella categoria là. Io e tanti colleghi proviamo a fare quello che fa lui, ma difficilmente ci riusciamo”.
Nel lungo racconto è riaffiorata anche una delle più grandi delusioni della sua carriera, quel Napoli-Verona che costò agli azzurri la qualificazione in Champions: “Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile”.
Dal passato al Mondiale 2006, con un riconoscimento speciale a Marcello Lippi: “Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l’artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo”.
Infine uno dei passaggi più personali, dedicato alla sorella scomparsa e ai problemi di salute affrontati negli ultimi anni: “Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla, pagherei tutto quello che ho per passare il tempo con lei, mi manca”.
E sulla malattia: “Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vita. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiano e si va avanti così”.
di Redazione
04/10/2026 - 16:50
Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento nel panel “Non mollare mai”: “Nazionale? Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l’Ajax, al Milan, ma al 90’ eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l’Australia in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita”.
Gattuso non cerca alibi e difende chi ha condiviso con lui quell’esperienza: “Devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. Normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l’ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l’ha fatto apposta a prendere il rosso”.
Una delusione difficile da superare anche lontano dal campo: “All’inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare”.
Gattuso ha parlato anche del presente al Frosinone, evitando di guardare troppo avanti e chiedendo alla squadra di concentrarsi sui prossimi impegni: “Quando sento parlare del derby in spogliatoio o fra magazzinieri li stoppo subito: prima le gare che dobbiamo fare, al derby ci penseremo la settimana prima”.
Parole di grande stima, invece, per Gian Piero Gasperini: “Gasp è sempre stato presente. Mi chiamò e mi disse di tener duro, che gli piaceva come stava giocando in quel periodo. Gasperini dopo Sacchi ha portato un cambio epocale nel calcio. Fa parte di quella categoria là. Io e tanti colleghi proviamo a fare quello che fa lui, ma difficilmente ci riusciamo”.
Nel lungo racconto è riaffiorata anche una delle più grandi delusioni della sua carriera, quel Napoli-Verona che costò agli azzurri la qualificazione in Champions: “Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile”.
Dal passato al Mondiale 2006, con un riconoscimento speciale a Marcello Lippi: “Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l’artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo”.
Infine uno dei passaggi più personali, dedicato alla sorella scomparsa e ai problemi di salute affrontati negli ultimi anni: “Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla, pagherei tutto quello che ho per passare il tempo con lei, mi manca”.
E sulla malattia: “Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vita. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiano e si va avanti così”.