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LAZIO - Pulcini: "Occorrono almeno 21 giorni per portare a regime i calciatori, nuovi contagi? Non siamo preoccupati, come fossero infortunati"
18.05.2020 18:55

Ivo Pulcini, responsabile sanitario della SS Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione sportiva Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Sono fiducioso perché viene considerato un infortunio un eventuale contagio ed il calciatore viene considerato un datore di lavoro. Il contagiato è tutelato dall’INAIL e non dalla società. Parlo di art. 42 perché sono abbastanza informato. Io personalmente sono assolutamente tranquillo. Poi ci assumiamo tutte le nostre responsabilità, come sempre. Ripresa attività agonistica? La scienza è importante e il CTS rispettabile ma ognuno dovrebbe occuparsi delle proprie competenze. Un conto è stare in campo e un conto è stare in cattedra. Non bisogna fare il gioco dell’oca, un giorno è bianco e un giorno è nero. Io medico ho bisogno di capire cosa fare. Non so se sia sufficiente quello che stiamo facendo o c’è qualcosa che manca, fatecelo sapere, altrimenti stiamo solo perdendo tempo. Devono dare delle certezze e non delle ipotesi. Infortuni? Non sono preoccupato di questo perché ci sono preparatori atletici adeguati che sanno cosa fare. La prevenzione che normalmente si fa è quella di allenarsi con carichi crescente piano piano. Il segreto per non subire traumi da carico è fare i conti con il clima, l’umidità. Una macchina come una Ferrari può arrivare al massimo della sua potenza solo se l’acqua del radiatore è a temperatura, stessa cosa vale per i muscoli dei calciatori. Più i muscoli sono caldi e allungati e più cresceranno le prestazioni dell’atleta. Noi tutti lavoriamo nell’interesse dei calciatori e abbiamo pochi infortunati. Occorrono almeno 21 giorni per portare a regime i calciatori, chiaramente poi bisogna fare delle differenze da giocatore a giocatore e molto dipende anche dal ruolo, dalla struttura fisica, dal microclima. Se l’ambiente è umido bisogna avere maggiore accortenza perché l’umidità è la nemica dei muscoli, sia in inverno che in estate. Molto dipende anche dall’alimentazione, che non deve essere acida, e anche dal tipo di riscaldamento e defaticamento che si fa”.

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